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Grazie alle ultime manovre, l’anno scorso in Europa è stato raggiunto il traguardo di 26 mila vittime in meno in incidenti stradali, un dato certamente importante che segnala quanto di buono è stato fatto fino ad ora. Ciononostante, l’Unione Europea si è posta due ulteriori obiettivi da raggiungere in date differenti. Il primo consiste nell’evitare 60.000 incidenti e 10.500 vittime nel periodo che intercorre tra il 2020 e il 2030. Il secondo, invece, affrontato tramite il programma VisionZero, persegue l’azzeramento totale di incidenti e vittime provocati sulle strade entro il 2050.

Per centrare questi obiettivi, il pacchetto sicurezza che l’ETSC ha approvato prevede che dal 2020 tutti i mezzi quali auto, furgoni, camion e autobus dovranno essere equipaggiati con i seguenti 11 Advanced Driver Assistance Systems (ADAS):

  • Frenata automatica di emergenza
  • Predisposizione ad etilometro integrato
  • Riconoscimento sonnolenza e soglia di attenzione
  • Registrazione dati in caso di incidente
  • Avviso di frenata di emergenza
  • Superamento crash test per protezione passeggeri anteriori
  • Adeguamento della superficie di impatto per la testa di pedoni e ciclisti
  • Cruise control adattivo
  • Mantenimento attivo dell’auto in carreggiata
  • Protezione occupanti in caso di impatto laterale
  • Telecamera di retromarcia o sensori di prossimità

L’Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) ha accolto con favore questa proposta. Questa ha però sottolineato che sarà necessaria una revisione delle misure proposte per concentrarsi sulle soluzioni più efficaci, evitando di risolvere lo stesso problema con due tecnologie differenti. Sarebbe infatti poco utile costringere i costruttori a dotare le proprie vetture di un allarme di superamento della linea di mezzeria, quando queste potrebbero essere dotate invece di un sistema di mantenimento della corsia di marcia, basato sulle stesse componenti e molto più efficace nella prevenzione degli incidenti stradali.

Certamente, migliorare la tecnologia dei mezzi risulta un passaggio obbligatorio per conseguire gli obiettivi preposti entro il 2050. Va però affermato che questa rappresenta solo una parte di una strategia che dovrebbe integrare e coinvolgere più aspetti. Ci sono infatti ancora molti problemi sul fronte delle infrastrutture: i segnali stradali non sono armonizzati in tutta Europa e le informazioni sui limiti di velocità non sono abbastanza affidabili. Le mappe digitali non sono inoltre completamente popolate con le informazioni sui limiti di velocità per tutte le strade e i dati non vengono aggiornati con costanza.

Questi sono solo alcuni dei problemi che vanno affrontati in maniera parallela e integrata con lo sviluppo della tecnologia presente all’interno delle autovetture. Le premesse sono comunque molto buone e abbiamo motivo di credere che nel giro di pochi anni l’automobile sarà finalmente un mezzo molto più sicuro.

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